| Città da visitare nel 2010

Ma anche negli anni a venire...
Capetown, per incontrare il Finis terrae. Malmö, che lascia modellare al mare le architetture più d'avanguardia. Phnom Pehn, per scoprire che oggi c'è un'altra Cambogia, sorridente e colta. Che guarda al futuro  Nessun afrodisiaco supera per efficacia i viaggi.
In viaggio, liberi da routine e restrizioni di casa, osiamo di più, siamo più disposti a cogliere le occasioni.
Lontani da casa, le persone che incontriamo (residenti o viaggiatori come noi) appaiono sexy, esotici, meno depressi, e questo ci rende a nostra volta sexy, esotici.
Affrancati dal passato, felicemente anonimi, traboccanti di possibilità, come non mai disposti a buttarci in una storia d'amore.
Svantaggi? Mai cercare di riaccendere il rapporto una volta a casa.Non funziona. 
A prescindere da quanto magnificamente vi siate trovati voi e il vostro amore a Rio; da quanto vi siate trovati in sintonia e legati a Parigi; indipendentemente dai ricordi che coltivate di Kuala Lumpur, se cercaste di riallacciare il rapporto a Milano, New York o Londra, o ovunque siate tornati rischiereste di spezzarvi il cuore. 
Perché, dopo aver condiviso intense esperienze di viaggio, i nostri rapporti con persone interessanti conosciute a Cuzco o Tel Aviv devono poi ridursi a impacciate mail e telefonate.
Perché smesso di viaggiare cambia tutto? La risposta sta appunto nei ricordi che si sono condivisi per strada. Non si può ricominciare un rapporto dove lo si è interrotto, perché quel luogo è distante mille miglia. Phnom Pehn
 La donna può manovrare le marionette. Prima era un'arte riservata agli uomini. È un'innovazione di Mann Kosal, uno degli ultimi maestri cambogiani dello SbaekThom, il teatro delle ombre.
Sottile cambiamento per uno spettacolo magico, messo in scena dalla compagnia Sovanna Phum di Phnom Penh.
Esempio delle metamorfosi di una città che era l’archetipo dell’orrore quando, tra il ’76 e il ’79 i khmer rossi vi materializzarono l’inferno. Da allora Phnom Penh vuol ridiventare la “Parigi dell’Est”.
L’orrore ha anche trasformato Phnom Penh nel santuario delle Ong, le Organizzazioni non governative: l’Ongland, destinazione per cacciatori di nuovi circuiti, si concentra tra rue Sianouk e Mao Tse Tung Boulevard, lungo la bella promenade sul fiume, il Sisowath Quay.

Negozi di moda e arredamento, Internet cafè: “Smateria” (8 rue 57), aperta da due italiane, presenta borse e accessori d’abbigliamento prodotti con materiali riciclati da donne con handicap; “No Problem Park”, villa coloniale trasformata in spazio culturale, sede del “Salon des Créateurs” (55 rue 178); la Spa “Bliss” (29 rue 240), annessa a un profumato showroom di tessuti; il ristorante Malis (136 Norodom Boulevrd) di cucina neokhmer; il minimalista e panoramico Hotel The Quay.

In questo tour di contemporaneità, tuttavia, non perdiamo il senso della storia. Nei chiostri affrescati del Palazzo Reale, nella Pagoda d'Argento con tesori buddisti, nel Museo Nazionale. Attorno a una corte fiorita di frangipani, raccoglie una straordinaria collezione di statuaria khmer dal VI al XIII secolo.
 Il Palazzo Reale di Phnom Pehn
Per organizzarsi: un'agenzia gestita da italiani, Asco Lotus Cambodia. Bruxelles
  La Statua dell'Europa Per Baudelaire era la Capitale delle scimmie, per molti altri è oggi il simbolo stesso della burocrazia e di quanto di più grigio ci si possa attendere da una città. Bruxelles -sorpresa - non è per nulla grigia né scimmiesca. La Cattedrale di Bruxelles
È invece una metropoli terribilmente cosmopolita, ricca economicamente ma economica da vivere, tollerante, aperta e per nulla pretenziosa, senza orari, con una vita notturna curiosa e un'intensa attività culturale.
Capitale dell'Art nouveau e dell'Art déco, intrisa di quel surrealismo ben rappresentato da Magritte (è dell'anno scorso l'inaugurazione del suo Museo), la capitale del Belgio e d'Europa pensa in grande, ha lanciato piani di sviluppo e investe per non essere solo l'Atomium, il Mannekin Pis e la Grand Place.
E in effetti ce n'è un po' per tutti i gusti: esposizioni di alto livello (da seguire il festival Europalia), le stupende serre reali e musei particolari come quello del fumetto e della Gueuze, una birra acida amata da Marx, nella brasserie Cantillon.
La birra è, ben più dei cioccolatini, una delle chiavi della città.
Decine i bar che punteggiano il tessuto urbano, in cui si respirano lingue diverse fino a sfumare nella vita notturna.
 L'Atomium
Qui non mancano mai festival di cinema, teatro, danza e musica. 
Alla fine di maggio va in scena la Jazz Marathon, a fine giugno il Couleur café, musica dal mondo nel teatro dell'antica dogana, a ottobre le Nuits Botanique, rock alternativo ed elettronica in un parco botanico.

Per chi ama i club, il Mirano e il Fuse oppure il Recylcart, una stazione dei treni che nel weekend si trasforma in discoteca e/o in teatro.
Per chi predilige atmosfere più tranquille, la notte va chiusa all'Archiduc, punto di incontro di artisti rimasto fedele a se stesso dagli anni '30.
Per gli amanti dello shopping, negozi di vintage e di disegnatori fiamminghi in centro, il mercato delle pulci a Jeux de Balle e gli antiquari al Sablon.
Infine uno sguardo sulla città dalla spianata del Palazzo di giustizia. Un dato: in dieci anni le presenze turistiche sono aumentate del 76%.
Alla faccia del grigio. Articolo Originale di Alberto D'Argenzio Edited by filokalos - 4/8/2011, 18:35
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