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Copenhagen, Il futuro partirà da qui?

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view post Posted on 14/12/2009, 12:13           Quote
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Copenhagen

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Il futuro partirà da qui?


Parliamo della città che in
questo momento sta ospitando
la conferenza mondiale sul clima.
E ci rendiamo conto di quanto, almeno qui,
si sia già pronti per un futuro eco-compatibile..
Più di 450 chilometri di piste ciclabili.
Un sistema di parchi raggiungibili a piedi in 15 minuti.
Un consumo diffusissimo di biologico.
E il progetto di tagliare ancora le emissioni
di CO2 fino a diventare carbon neutral.



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I paesi della Terra si riuniscono a Copenaghen dal 7 al 18 dicembre per elaborare un accordo ONU sui cambiamenti climatici, che nel 2013 sostituirà il protocollo di Kyoto. Il tempo stringe. :paula:

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'Unione europea vuole raggiungere un'intesa sugli elementi chiave di un trattato ambizioso, globale e completo in grado contenere il riscaldamento del pianeta, evitando che superi la pericolosa soglia di 2ºC.
La capitale danese, però, non rinuncia all'occasione di mostrarsi al mondo come ecometropoli: citta dei bambini, città dei ciclisti, città della cultura e del cibo 'bio'.

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La capitale danese, sede del summit dell'Onu sul clima, si presenta al mondo. Ed è davvero 'ecometropoli'.
C'è un solo vertice sul clima che conta: il summit della gente... Bruciate le speranze politiche sulla quindicesima Climate Change Conference delle Nazioni Unite, l'avanguardia verde che si è data appuntamento a Copenhagen per l'incontro parallelo Klimaforum09, sceglie di non accantonare l'entusiasmo.E di tirare dritto per la sua strada.

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Kristine Holten-Anderson

Del resto, Kristine Holten-Anderson, l'architetto neppure trentenne che è riuscita a mettere insieme attivisti, scienziati, artisti, 6 mila persone inclusi Naomi Klein e Vandana Shiva, lo ripete da giorni: "Sarebbe molto imbarazzante per i leader uscire dalla Cop 15 senza impegni specifici, mentre la gente comune, nella stessa città, ha escogitato soluzioni concrete".
Insomma, con le temperature sotto lo zero i danesi hanno confidenza. E non sarà il raggelante annuncio di ridimensionare la Cop 15 a rovinare la festa. Anzi, se per gli altri il vertice sarà l'ennesimo punto di partenza, la città è decisa a dimostrare dove, nel frattempo e con le sue forze, è arrivata. Che la città del futuro esiste già: qui, sin d'ora. Welcome a Copenhagen. Non sarà la città più felice del mondo, come l'Ocse e l'Università di Leicester si ostinano a ripetere.

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Di certo scoppia di salute. E di orgoglio: il sogno d'imporsi come la capitale ambientale d'Europa è a un soffio. E per raggiungerlo, la città alza la posta: negli ultimi dieci anni ha ridotto le emissioni inquinanti del 25 per cento, oggi le taglia di un altro 20 rispetto al 2005. E fissa un traguardo che lascia indietro il resto del mondo: diventerà "carbon neutral" entro il 2025. Sarà, cioè, a emissioni zero. Lo promette "The city of Copenhagen", la città e i suoi abitanti - 500 mila nel comune, un milione e 200 mila includendo l'area metropolitana - che emblematicamente firmano "Eco-Metropolis", ambizioso progetto lanciato nel 2007: nessuno a reclamarne la paternità, perché se risultati ci sono è merito di tutti. Nemico numero uno: le emissioni di anidride carbonica.

L'impegno anti-CO2 è un mantra, un'ossessione, una moda e un passepartout. Che ti accoglie sul volo Sas, ti dà il benvenuto all'aeroporto di Kastrup. Non ti molla più: dai taxi agli autobus (elettrici o alimentati da biogas), dai negozi ai ristoranti, adesivi ovunque, a dichiarare l'impegno ambientalista. Il più ambito è il fregio di "Green Businesses".


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Come la maggior parte degli alberghi: dal Danhostel, low cost in centro-città, al Nimb, il più caro di tutti, 13 camere sui giardini di Tivoli consacrate da Travel & Leisure nella Hot List 2009; dalla catena Brochner a impatto zero, al nuovissimo Crown Plaza, aria condizionata alimentata da acqua del mare.


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Il Balkonen Restaurant e i giardini Tivoli


La città che sta combattendo una battaglia tecnologica per ridurre il rumore (contro quello del traffico è stato adottato un nuovo sistema di asfalto); la capitale che scoraggia l'uso della macchina con tassazioni altissime; il porto dei mercanti, con l'acqua limpida come non è mai stata prima, che include nel suo skyline con la Sirenetta un termovalorizzatore da 560 mila tonnellate di rifiuti all'anno a due chilometri dal centro, ha un intento esibizionistico dichiarato. "Copenhagenize", lo chiamano scherzando: "copenaghenizzare" le altre capitali.


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La città che per prima ha pedonalizzato il suo centro, lo Stroget nel 1962, può pretenderlo. "Vogliamo essere un modello a 360 gradi", spiega Hans Christian Christiansen, esperto ambientale in prima linea nel progetto Eco-Metropolis, negli uffici del Dipartimento Ambiente su Kalvebod Brygge, dalle cui vetrate Islands Brygge, il quartiere più coinvolto dalla riqualificazione urbanistica, sembra un frenetico cantiere col countdown puntato a dicembre. Ed inoltre dice:"Vogliamo diventare la migliore città al mondo per i ciclisti. Abbiamo una rete di piste ciclabili lunga 450 chilometri e un terzo dei cittadini va a lavoro in bici. Arriveremo alla metà e aumenteremo la sicurezza".


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Una tipica immagine della popolazione di Copenhagen ... ;)


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Maibritt Iversen

L'impatto della bici è attualmente stimato in 80 mila tonnellate di CO2 in meno.

Già oggi la quasi totalità delle abitazioni è in grado di ottenere energia elettrica e termica dalla combustione dei rifiuti. Il 90% dei cittadini può avere un parco entro 15 minuti a piedi.
Altri ne sorgeranno per bambini.

Che qui stanno meglio che altrove. E sorprendono per sensibilità ambientale: separano i rifiuti, producono il compost come il più normale dei gesti da postconsumo.

Maibritt Iversen, che dirige l'asilo pubblico Stenurten, modello di ecocostruzione dice:
"E pensare che ci siamo ispirati alle vostre scuole di Reggio Emilia, con pannelli solari, arredi naturali, plastica bandita dai giocattoli. Il cibo è biologico. Come del resto quasi ovunque. Il traguardo è un consumo del 90% entro il 2015."


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Il prezzo non è più alto dei prodotti ai pesticidi: tanto vale consumare naturale, predica Egefeld, biosupermercato a Frederiksberg. Caffè e biodelicatessen verdi non si contano: da Cap Horn, a Nyhavn, terra di pionieri del movimento bio, a Norrebro Bryghus, a Ryesgade, che produce birra CO2 neutral. Anche i cani hanno la loro meta bio, e non è uno scherzo: da Astrid och aporna. Biologici sono i parrucchieri di Zenz. Persino il design, nella patria del minimalismo estremo, imita la natura: come nelle creazioni di Menu e Muuto da Illums Bolighus.


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Alcune creazioni firmate Menu & Muuto


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Ellen Marie Vestager

Ellen Marie Vestager, del Dipartimento di Statistica dell'ente Wonderful Copenhagen dice : "C'è una consapevolezza condivisa. Il Comune mette a disposizione un consulente gratis per pianificare in chiave sostenibile la tua casa. Nessuno ha l'impressione che sia un'imposizione".

Sistemi di consultazione via sms e uffici preposti a raccogliere le lamentele compongono un modo di governare all'insegna della partecipazione.

Come in casa: proprietà è, spesso, la quota di uno stabile dove la gestione è comune.

Si ricicla, si controlla l'uso d'acqua, la biodiversità è ospitata in giardino.
Risultato: fiducia nelle istituzioni. Ed euforia: palpabile, contagiosa.

La città è invasa dalle mostre.
La più prestigiosa si chiama "Re-think", è un invito rivolto da artisti come Olafur Eliasson, che qui è uno di famiglia.



L'obiettivo è somigliare allo Smithfield di Londra o al quartiere cult di New York, i segnali sono promettenti, ma il risultato è imprevedibile: da PatéPaté, Karriere, Jolene.

Chi di sicuro vola già alto è Fiskebar, di Anders Selmer, uno che ha lavorato con René Redzepi del Noma, il più celebrato indirizzo in città e al top nel mondo.

Da quando ha aperto è uno dei più frequentati.

"Quello che ognuno di noi può fare è moltissimo. Ri-usare il calore in cucina per riscaldare il locale. Impiegare vernici ecologiche, sedie riciclate, luci a basso consumo. Non per farmi pubblicità, ma per ridurre la mia impronta ecologica. Modernità è cogliere queste sfide".



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Articolo Originale di
Sabina Minardi



Edited by filokalos - 14/12/2009, 11:38

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