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Il Forum delle Muse

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Se muore Mor Gabriel..., L'ultimo baluardo della cristianità
view post Posted on 25/10/2009, 10:20Quote
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Se muore Mor Gabriel...



L'ultimo baluardo della cristianità




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Se venissero accolte le richieste
dei capi religiosi musulmani del posto,
un tribunale potrebbe decidere la demolizione
del Monastero Cristiano più antico del Mondo...




Sulla base di un pretesto tutto da verificare, "Prima c'era una moschea", gli imam turchi denunciano un appropriamento indebito del terreno. Ma il convento, nel quale vivono una cinquantina tra monaci, suore e studenti, è stato costruito 170 anni prima della nascita del profeta Maometto.

Fondato nel 397, esso è il più antico monastero cristiano nel mondo, ancora funzionante. Si trova sul Tur Abdin, “La Montagna dei Servi di Dio”, sull’ altopiano turco ai confini con l’Iraq.






Sede del Metropolita del Tur Abdin, Mor Timotheus Samuel Aktas, con i suoi tre monaci, le 14 suore e i 35 ragazzi che lì vivono e studiano, è punto di riferimento religioso e culturale per tutti i cristiani siro- ortodossi, che conservano ancora l’aramaico antico, la lingua di Gesù. Ogni anno riceve più di diecimila turisti e pellegrini, molti dei quali siriaci della diaspora in Germania, Svizzera e Svezia.



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Ora però il futuro del monastero e della minoranza cristiana è minacciato da una serie di processi intentati contro i monaci e la prestigiosa istituzione religiosa. Nell’agosto 2008, i capi dei tre villaggi musulmani attorno al convento hanno denunciato la comunità proselitismo, per avere degli scolari a cui tramandare la fede cristiana e la lingua aramaica.



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David Gelen

L’accusa non è stata ancora accolta dalla Corte di giustizia turca. Tuttavia, in seconda istanza, i capi dei villaggi richiedono che il terreno del convento sia espropriato e diviso tra i villaggi; che sia abbattuto un muro costruito negli anni ’90 (quando il convento si trovava sulla linea di conflitto fra esercito turco e partito comunista curdo (Pkk). Secondo i capi musulmani, sul terreno su cui è costruito il convento, in precedenza si trovava una moschea.
David Gelen, leader della Federazione Aramaica afferma: “ L’accusa è assurda: il monastero è del 397 dopo Cristo, circa 200 anni prima del profeta Maometto e della costruzione di qualunque moschea. Eppure la Corte di giustizia ha deliberato la procedura”.
Gelen pensa sia in atto una “campagna di intimidazione” contro i religiosi del convento.
“Vescovo, monaci e suore sono minacciati in modo sempre più diretto dagli abitanti dei villaggi: che non osino presentarsi ai processi o difendersi in qualche modo. Così da tempo, monaci e suore non hanno il coraggio uscire dalla cerchia delle mura”.



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Gelen spiega: “In Turchia la libertà di espressione religiosa è garantita dalla costituzione; ma chi non è riconosciuto come minoranza, di fatto non esiste.

Ora i siriaci, a differenza di greci e armeni, non sono riconosciuti come minoranza religiosa, sebbene essi vivano da millenni su quel suolo. L’obbiettivo delle minacce e il processo sembra essere un modo di reprimere ed espellere questa minoranza dalla Turchia, come un corpo estraneo”.


La comunità siriaca spera molto nell’Unione europea, che l’11 febbraio dovrà affrontare con il governo turco la questione della libertà religiosa e dei diritti umani delle minoranze non musulmane presenti sul suo territorio.

David Gelen ha dichiarato: “Noi speriamo non solo che i nostri diritti siano riconosciuti, ma siamo convinti che per lo Stato turco sia giunta l’ora di riconoscere, accettare e proteggere la molteplicità culturale del Paese, invece di combatterla.
La Turchia deve decidere se vuole conservare una cultura antica di 1600 anni, o se vuole annientare anche gli ultimi resti di una tradizione non musulmana. È in gioco la multiculturalità che ha sempre caratterizzato questa nazione sin dai tempi dell’Impero ottomano”.



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Yasar Ravi

Dal 1923, quando si costituisce lo stato turco, i siro-ortodossi si sono ritrovati dispersi in 4 Paesi: Siria, Turchia, Iraq, Iran.
Yasar Ravi, presidente della comunità siro-ortodossa di Antiochia, fa notare che il Trattato di Losanna garantiva a questa minoranza alcune libertà essenziali, ma “le cose sono andate diversamente”.
Da allora è iniziato un esodo continuo della comunità verso l’Europa Centrale e nel Nord, in particolare in Germania (dove risiedono 20 mila siriaci) e in Svezia (con 70-80mila presenze). A metà degli anni '60 a Tur Abdin ve n'erano ancora circa 130 mila; oggi essi sono appena 3.000.
“Non abbiamo un territorio, siamo sparpagliati per il mondo, ma siamo molto uniti grazie alla nostra identità linguistica, sociale e culturale La religione, ce lo insegna la storia, ha sempre avuto una parte predominante nella civiltà… Il nostro è senza dubbio un popolo molto religioso e siamo orgogliosi di parlare la lingua che fu di Gesù: lingua che, per diffusione, in pratica è stata l’inglese del Medio Oriente”.



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In Turchia la libertà religiosa ha un simbolo. Un simbolo dove si parla ancora l’aramaico, la lingua di Gesù.
Il monastero di Mor Gabriel, il più antico convento cristiano di rito siro-ortodosso al mondo, edificio nel sud est del Paese rischia di essere demolito se un tribunale accoglierà le richieste dei proprietari terrieri e dei capi musulmani della zona.
Richieste considerate però assurde dai media locali e dalla comunità internazionale perché basate su falsità storiche.
Secondo i religiosi, sul terreno dove sorge il monastero era in realtà presente, in passato, una moschea.
E che i tre monaci e le suore che vivono nel convento si sono appropriati dell’area indebitamente.

Una ricostruzione che si scontra con la storia, perché Mor Gabriel è stato fondato nel 397 dopo Cristo dai monaci Samuel e Simon.

Ovvero 170 anni prima della nascita del profeta Maometto. Quindi, impossibile che una moschea sorgesse in quel posto.
C’è anche una questione meno importante: i pastori lamentano che il terreno sottratto è buono per far pascolare il bestiame.

La questione è ben più seria. Secondo i media locali, i religiosi musulmani hanno inscenato questa disputa per fermare le presunte attività di proselitismo dei monaci cristiani. Un’attività, quella di conversione, che in Turchia è vietata dalla legge anche se la Costituzione del Paese difende la libertà di culto.



Ma nel caso dei siro-ortodossi non c’è il riconoscimento legale della minoranza, e di fatto viene considerata alla stregua una setta. La disputa ha preso il via a gennaio, in seguito alla denuncia dei religiosi musulmani giunta durante l’estate. Da quel momento, i tre monaci, le quattordici suore e gli studenti di aramaico che vivono all’interno del monastero di Mor Gabriel non hanno avuto più coraggio di lasciare l’edificio, perché minacciati dagli abitanti dei villaggi vicini.

Non sono riusciti nemmeno a recarsi in tribunale per partecipare alle udienze. :(

La questione è uscita dal territorio turco, raggiungendo numerosi Paesi dell’Europa. Sempre a gennaio, pochi giorni dopo l’accettazione della causa da parte del tribunale, a Berlino migliaia di persone hanno manifestato contro l’azione giuridica.

Inoltre, il primo segretario dell’ambasciata svedese ad Ankara si sta interessando al caso, verificando eventuali violazioni dei diritti della proprietà delle minoranze religiose, fatto che metterebbe in difficoltà la Turchia e il suo ingresso nella Comunità europea. :hmm:



 
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Auguri Tanti auguri calorosi agli amici e alle amiche delle Muse e che questo Natale possa essere una festa un pò speciale!