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Il Forum delle Muse

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Mohandas Karamchand Ghandi, Gli uomini che hanno cambiato il mondo
view post Posted on 2/10/2009, 16:56Quote
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Status: Utente anonimo


Mohandas Karamchand Ghandi

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(1869-1948)

Gli uomini che hanno cambiato il mondo



« Chi non controlla i propri sensi
è come chi naviga su un vascello senza timone
e che quindi è destinato
a infrangersi in mille pezzi
non appena incontrerà il primo scoglio. »

(Ghandi)



In occasione del 140° anniversario della Nascita
del Mahatma Ghandi, il mondo lo ricorda
celebrando anche la Giornata internazionale della nonviolenza.



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L'eminente leader del movimento per l'indipendenza dell'India Mohandas K. Gandhi, profeta della non violenza, nacque a Porbandar, sul golfo di Oman, il 2 ottobre 1869.
La rettitudine del padre e la religiosità della madre (i suoi genitori erano seguaci di una setta che praticava la dottrina jainica della non violenza) influirono sul suo animo facendo di lui un paladino insuperato della verità, animato da un profondo spirito religioso e da un sentimento di universale benevolenza.
Compiuta parte degli studi in India, partì per Londra, dove si laureò in giurisprudenza.
Tornato nel suo paese nel 1891, cominciò a esercitare la professione di avvocato, incontrando non poche difficoltà. Recatosi in Sudafrica per motivi professionali, rimase profondamente colpito dalle condizioni in cui versavano i suoi connazionali, ai quali venivano negate libertà civili e diritti politici; egli stesso subì durissime esperienze personali.


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Pur coerente col suo principio di non rispondere al male col male, da quel momento dedicò la sua vita alla difesa sociale dei suoi connazionali, e si fermò in Sudafrica per organizzarvi la lotta contro i provvedimenti discriminatori che colpivano gli immigrati indiani.
Vi rimase per circa vent'anni, imprigionato più volte e oggetto di vessazioni anche fisiche per aver organizzato campagne di resistenza non violenta.
La sua forma di lotta consisteva nel rifiutare l'obbedienza alle leggi ingiuste, accettando di buon grado le sanzioni conseguenti a tale comportamento.
Per contribuire con l'esempio a contrastare le differenze imposte dai pregiudizi di casta, di razza e di religione, rinunciò alla professione di avvocato e fece vita comune coi suoi connazionali. Al rifiuto del governo sudafricano di abolire la tassa di capitazione, Gandhi protestò insieme ai suoi compatrioti mettendo in pratica la resistenza passiva (la cosiddetta satyagraha, strumento di lotta di grande potenza basato sull'amore, le cui regole si riassumono in un contegno non violento, privo d'ira e di reazione, ma senza obbedienza agli ordini.


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Gandhi nel 1918, durante la
satyagraha del Champaran
e del Kheda.

Dopo le concessioni ottenute in Sudafrica, nel 1914 Gandhi ritornò in India, per ritrovarsi a capo del movimento autonomista.
Allo scoppiare della seconda guerra mondiale il suo lealismo verso l'Inghilterra ancora una volta trionfò: ma le promesse fatte all'India non vennero mantenute: invece di nuove libertà, a guerra finita si ebbero nuove restrizioni.
Nel 1919 Gandhi lanciò la sua prima campagna indiana di disobbedienza civile contro due leggi che prorogavano indefinitamente le misure eccezionali emanate negli anni di guerra; ma la resistenza passiva nei confronti della Gran Bretagna non impedì che scoppiassero rivolte armate.

Dopo il massacro degli indiani ad Amritsar, Gandhi proclamò la non cooperazione organizzata: si evitavano le bevande alcoliche, si ripudiavano le macchine, si tornava all'industria domestica della conocchia e del telaio per rimediare alla povertà che aveva colpito il paese, si ritiravano i bambini dalle scuole governative, e si rinunciava infine a tutto quanto costituiva partecipazione a onori e incarichi governativi. In tutta l'India le strade furono bloccate da indiani accoccolati a terra che si rifiutavano di alzarsi anche se picchiati dalla polizia; non mancarono eccessi, violenze e repressioni.

La campagna di disobbedienza civile, sempre fondata sulla non violenza, proclamata dal comitato del congresso panindiano di cui Gandhi era stato eletto presidente, venne ripresa nel 1920: consisteva nel non pagare le imposte, nel rifiuto di sottostare a leggi ingiuste, e così via.



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Gandhi durante un digiuno nel 1920, con la giovane Indira Gandhi,
figlia di Jawaharlal Nehru, che diventerà primo ministro dell'India.



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Ma si verificarono disordini e Gandhi sospese la protesta addossandosi la responsabilità dell'accaduto.
Arrestato, processato e condannato a sei anni, dopo due fu liberato, e venne acclamato come il Mahatma (Grande anima), capo incontrastato del movimento nazionalista.

Ma egli affermò che il suo impegno era morale e religioso prima che politico, e si appartò dalla vita pubblica per girare l'India a piedi e portare di villaggio in villaggio il suo messaggio di amore e di non violenza.

Divenuto il simbolo internazionale di un'India libera, Gandhi iniziò una vita spirituale e ascetica pregando, digiunando e meditando, rifiutando ogni possedimento terreno, cibandosi di vegetali, succhi di frutta e latte di capra.

Se gli indiani avessero praticato la non violenza, egli sosteneva, l'Inghilterra avrebbe giudicato la violenza non più necessaria, e avrebbe lasciato il paese. La sua influenza politica e spirituale era talmente grande che le autorità britanniche non osavano interferire col suo operato.

Ritornato all'azione politica nel 1930, guidò una memorabile marcia: con i suoi seguaci percorse in tre settimane centinaia di chilometri fino a raggiungere le rive del mare e trarne qualche grammo di sale in spregio alle leggi sul monopolio.



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Gandhi durante la marcia del sale.



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Mahadev Desai, a sinistra, legge una
lettera a Gandhi da parte del vicere
a Birla House, Mumbai, il 07/041939
.

Nel 1931 partecipò a Londra alla seconda conferenza della Tavola Rotonda, che segnò un insuccesso per la causa indiana. Incarcerato più volte, più volte digiunò.

Nel settembre del 1932 iniziò uno sciopero della fame mentre era in prigione per migliorare le condizioni della casta degli intoccabili.

Nel 1933 fu rilasciato e si ritirò nuovamente dalla politica per dedicarsi all'educazione morale e civile del suo popolo, ponendo a fondamento dei suoi doveri la verità, il celibato, la povertà - non senza incontrare molte resistenze.

Ricomparve sulla scena politica nel 1940.

Ancora una volta messo in prigione durante la seconda guerra mondiale, Gandhi - e il Partito del congresso - decisero che non avrebbero dato il loro appoggio all'Inghilterra in questo conflitto, se non in cambio di una completa e immediata indipendenza del paese, che venne concessa nel 1944 a patto che la lega musulmana e il partito del congresso raggiungessero un accordo pacifico.

Definitivamente liberato nel 1944, partecipò alle trattative per l'indipendenza, proclamata il 15 agosto del 1947, successivamente alla quale digiunò a più riprese perché cessasse la faida sanguinosa tra indù e musulmani seguita alla spartizione dell'Impero indiano.


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Ma il 30 gennaio del 1948, dodici giorni dopo aver terminato l'ennesimo digiuno, mentre si recava a pregare al tempio venne assassinato da un fanatico indù.

L'amore fu la sua arma pacifica. :ok:

La resistenza non violenta fu per Gandhi una professione di fede più che un metodo di lotta; mirava soprattutto a introdurre nella politica una dimensione morale e religiosa, perché riteneva che, in un mondo dominato dalla violenza, dal fanatismo ideologico e dal razzismo, la sincerità, l'amore del prossimo, il rispetto dell'uomo come valore, il ritorno a una vita semplice - di cui il filatoio a mano divenne per lui il simbolo - fossero da anteporre a qualsiasi altra cosa, e che lo sviluppo tecnologico e scientifico trasformasse l'uomo da fine a mezzo, e portasse al suo asservimento.

Questi aspetti universalmente validi del suo messaggio ne costituirono anche il limite storico, in quanto si scontrarono con una realtà indiana dominata dall'arretratezza, dalla miseria e dalla fame, e contro l'irreversibile processo di trasformazione in senso moderno delle società sottosviluppate.



Forse, considerata la forte tendenza storica alla decolonizzazione, l'indipendenza dell'India sarebbe presto o tardi comunque arrivata anche se Gandhi non fosse mai vissuto.

Ma è stata la sua tecnica della disobbedienza civile a persuadere gli inglesi a lasciare il paese.

Tuttavia l'importanza di Gandhi è data soprattutto dal suo aver propugnato là non violenza.

Le sue idee, naturalmente, non erano del tutto originali; lo stesso Gandhi specificò che gli erano state suggerite dalla lettura di Thoreau, Tolstoj, del Nuovo Testamento e di vari scritti indù.

Non vi è dubbio che, universalmente adottata, la politica di Gandhi trasformerebbe il mondo.

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Ma purtroppo non è stata del tutto accettata, neppure in India; e negli ottanta anni circa che sono trascorsi da quando il leader indiano ha introdotto le sue idee, nel mondo si sono verificati i due conflitti più sanguinosi di tutti i tempi.

Se ne dovrebbe desumere che come filosofo Gandhi si è rivelato un fallimento? :no no:

Cinquanta anni dopo la morte di Gesù anche un cittadino romano intelligente e ben informato avrebbe probabilmente concluso che Gesù di Nazareth era stato un "fallimento": sempre che, naturalmente, avesse mai sentito parlare di Gesù!


Albert Einstein disse di lui: "Forse le generazioni a venire crederanno a fatica che un individuo in carne e ossa come questo ha camminato su questa terra."



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view post Posted on 3/10/2009, 09:13Quote
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La Vestale!!

Group: Vestali
Posts: 14


Status: Offline: ultima azione eseguita il 18/10/2009, 13:29


Confermo: " If you want give a message it must be a message of love! "

:bravo:
 
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1 replies since 2/10/2009, 16:56
 
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Auguri di Buone Feste
Auguri Tanti auguri calorosi agli amici e alle amiche delle Muse e che questo Natale possa essere una festa un pò speciale!