Translate this forum in other languages:
Traduzione inglese Traduzione francese Traduzione Tedesca Traduzione Spagnola Traduzione Russa Greco Cinese
Il Forum delle Muse

Reply
Gli inventori di malattie, Quando un sintomo diventa un affare...
view post Posted on 25/9/2009, 18:04Quote
Avatar

Senior Member

Group: Magazzinieri
Posts: 447


Status: Utente anonimo


Gli inventori di malattie

image

Quando un sintomo diventa un affare...

Come si fa a moltiplicare le vendite di un prodotto
quando il mercato è saturo?
Basta inventarsi nuove applicazioni
e il mercato può così potrà dilatarsi.



image

L'industria farmaceutica da almeno dieci anni è guidata dal marketing e non solo dalle necessità degli ammalati, segue varie vie di questo genere per aumentare le vendite. Una prima modalità è quella di influenzare i valori di normalità.
Ad esempio, si è sempre ritenuto che il valore normale del colesterolo nel sangue fosse intorno ai 240 milligrammi per decilitro.
L'avvento di farmaci capaci di far diminuire la ipercolesterolemia è stato senz'altro utile perché ha diminuito la mortalità cardiovascolare. Tuttavia non siamo sicuri che l'efficacia di questi farmaci sia dovuta solo alla diminuzione del colesterolo, perché le statine, così si chiamano i prodotti più attivi , hanno anche tante altre attività che possono essere importanti per l'effetto finale.
Solo che il colesterolo nel sangue è più facile da misurare rispetto ad altri parametri.
Ecco allora che, se fra i medici e nel pubblico si diffonde la convinzione che sia meglio fissare la normalità intorno ai 220, vi saranno molte più persone che dovranno utilizzare le statine. Se poi si genera la convinzione che quanto più bassa è la colesterolemia, tanto minore è il rischio di eventi cardiovascolari, nessuno potrà sfuggire al trattamento e l'industria estenderà il suo mercato a tutti, anche ai sani. :shifty:

Simili percorsi hanno caratterizzato anche altri parametri come l'ipertensione o la densità ossea.
Sono poche le donne che dopo la menopausa non sono trattate con un farmaco antiosteoporotico, perché si è creata la convinzione che anche una piccola diminuzione della densità ossea porti all'osteoporosi con conseguenti fratture. Un'altra modalità è quella di inventarsi malattie.

Ad esempio, trattare con farmaci antidepressivi condizioni che sono semplici eventi della vita come la perdita di una persona cara o del posto di lavoro; convincere i maschi che, anche se non sono impotenti, possono pur sempre migliorare le loro performance sessuali con un farmaco; suggerire che la timidezza è una malattia da cui ci si può liberare e così via.



Al "disease mongering" (mercato di malattie) è stata dedicata la Giornata Internazionale della Ricerca Clinica tenuta presso l'Istituto Mario Negri alla presenza di oltre cento ricercatori clinici provenienti da quindici paesi europei.Per far conoscere a tutti che è bene non cadere nelle trappole del mercato farmaceutico.



Articolo Originale
di
Silvio Garattini



Fatta questa premessa, attualizziamo la tematica e parliamo di...

Influenza stagionale e influenza A/H1N1

image



L’epidemia, iniziata in Messico nel 2009, è di modesta gravità: il virus A/H1N1 si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale. Si manifesta come qualsiasi forma influenzale: febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, diarrea tosse. Non sarà l’unica patologia che colpirà i bambini in questo inverno, e non sarà facile distinguerla dai circa 500 (tra tipi e sottotipi) virus capaci di infettare i bambini. I test rapidi per identificare il virus dell’influenza A hanno poca sensibilità (dal 10 al 60%). Il test quindi non garantisce con certezza se si tratti di influenza A/H1N1.

Sembra però essere un virus molto contagioso, ed è stato dichiarato lo stato di pandemia. La sola parola-pandemia-fa paura. Ma questa definizione è stata appositamente modificata, facendo scomparire il criterio della gravità, cioè della mortalità che la malattia può provocare. La nuova influenza può colpire più persone, pare, ma provoca meno morti di qualunque altra influenza trascorsa. La mortalità, ossia il numero di persone morte rispetto ai casi segnalati, registrata finora nei paesi dove l’A/H1N1 è circolato ampiamente è dello 0,3% in Europa e dello 0,4% negli USA. In realtà potrebbe essere ancora inferiore. Perché generalmente i casi con sintomi lievi sfuggono alla sorveglianza (e quindi i contagiati possono essere molti di più), ed alcuni decessi possono essere dovuti ad altre cause e non al virus (anche se ad esso viene data la responsabilità).



image

Non deve meravigliare: purtroppo si può, e si muore, di influenza, se si soffre di una patologia cronica, di una malformazione organica, di una malattia immunitaria, o se si è anziani.
Le cifre variano in base alla fonte dei dati. Per esempio in Gran Bretagna sono stati registrati 30 morti su centomila casi e negli USA solo 302 su un milione di casi. Nell’inverno australe (che coincide con l’estate in Italia) in Argentina sono morte circa 350 persone, in Cile 128 ed in Nuova Zelanda 16. Quasi alla fine dell’inverno australe, sinora nel mondo intero si sono avuti 2501 decessi. Per fare un paragone, si calcola che in Spagna, durante un inverno “normale” i decessi per influenza stagionale sono circa 1500-3000.



La mortalità per influenza A riguarda prevalentemente persone di età minore di 65 anni, in quanto i soggetti di età superiore sembrano avere un certo grado di protezione, a seguito di epidemie passate dovute a virus simili.

Il 90% dei decessi per influenza stagionale riguarda persone sopra i 65 anni di età, l’influenza A colpisce invece prevalentemente persone di età inferiore (solo il 10% dei casi mortali si colloca nella fascia di età sopra i 65 anni). Ma, in numero assoluto, l’influenza A provoca pochi decessi tra i giovani; negli USA ogni anno muoiono per influenza stagionale circa 3600 persone sotto i 65 anni, mentre finora ne sono morte 324 nella stessa fascia di età per influenza A. In Australia ogni anno per l’influenza stagionale muoiono circa 310 persone sotto i di 65 anni. A inverno ormai terminato, ne sono morte 132 per influenza A, di cui circa 119 sotto i 65 anni.



Perchè allora il panico?
image
Quanto successo nei Paesi dell’Emisfero australe ci rassicura: l’influenza A semplicemente arriva a colpire (leggermente) molte persone. Eppure i mezzi di informazione hanno creato il panico. E’ un tipico esempio di “invenzione delle malattie” (disease mongering). Non si tratta della prima volta. Nel 2005 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva previsto fino a sette milioni di morti per l’influenza aviaria. Alla fine i morti furono 262. Si tratto’ di un gravissimo errore prognostico?

Secondo una delle maggiori banche di affari del mondo (JP Morgan) l’attuale vendita di farmaci anti-influenzali e di vaccini muoverebbe un giro di oltre 10 miliardi di dollari.

I medicinali funzionano?
Non esiste alcun trattamento preventivo: i farmaci antivirali, Oseltamivir (Tamiflu) e Zanamivir (Relenza), non prevengono la malattia e su individui già ammalati l’azione dimostrata di questi farmaci è di poter accorciare di mezza giornata la durata dei sintomi dell’influenza. Ne’ va dimenticato che gli antivirali possono causare effetti collaterali importanti. Il 18% dei bambini in età scolare del Regno Unito, a cui è stato somministrato l’Oseltamivir contro l’A/H1N1, ha presentato sintomi neuropsichiatrici e il 40% sintomi gastroenterici.

E i vaccini?
I vaccini contro il nuovo virus A/H1N1 sono ancora in fase di sperimentazione. Nessuno è in grado di sapere se e quanto saranno efficaci e sicuri, ma vengono pubblicizzati, con gran clamore. Basta che il virus cambi (per mutazione, o per riassortimento con altri virus) per rendere inefficace il vaccino già messo a punto. Sulla sicurezza sia l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che l’Agenzia del farmaco europea (EMEA) dichiarano necessaria un’attenta sorveglianza. Alcuni vaccini sono allestiti con tecnologie nuove e saranno testati su poche centinaia di bambini e adulti volontari, e soltanto per pochi giorni.

image

Il vaccino che meglio conosciamo, quello contro l’influenza stagionale, sappiamo che ha un’efficacia del 33% tra bambini e adolescenti e che è assolutamente inutile nei minori di due anni. Esistono anche dubbi circa la sua efficacia negli adulti e negli anziani.

Non conosciamo la sicurezza del vaccino per l’influenza A, ma ricordiamo che nel 1976 negli USA fu prodotto un vaccino simile, anche allora con una gran fretta per un pericolo di pandemia, ed il risultato fu un’epidemia di reazioni avverse gravi (sindrome di Guillan-Barrè, una malattia neurologica), per cui la campagna di vaccinazione fu subito sospesa. La fretta non è mai utile, tanto più per fermare un’influenza come quella A, la cui mortalità è così bassa. Conviene non ripetere l’errore del 1976.

Un’altra motivazione a favore della vaccinazione è il cercare di ridurre la circolazione del virus A/H1N1 per diminuire le opportunità di ricombinazione con altri sottotipi. Ma attualmente non esistono strumenti o modelli teorici per prevedere una eventuale evoluzione pericolosa del virus. Sul piano teorico, proprio la vaccinazione di massa potrebbe indurre il virus a mutare in una forma più aggressiva.



Come curarsi?
image

Per curare l’influenza A occorrono: riposo, una buona idratazione, una alimentazione adeguata, una igiene corretta. Non si deve tossire davanti agli altri senza riparare naso e bocca, bisogna evitare di toccarsi il naso, la bocca, gli occhi, facili vie di accesso dei virus, occorre lavarsi le mani spesso ed accuratamente con acqua e sapone. Non è dimostrato che l’uso di mascherine serva a limitare la propagazione dell’epidemia.

Se decidete comunque per la vaccinazione, vi verrà richiesto di firmare il “consenso informato”, una informativa sui rischi. Leggetelo bene, prima di decidere, chiedete informazioni scritte sui benefici e i rischi. Chiedete e chiediamo insieme, per tutti i vaccinati, che sia attivato un programma di sorveglianza attivo, capace davvero di registrare e trattare i gravi problemi di salute che possono presentarsi dopo la vaccinazione. Chiedete e chiediamo che si prevedano risorse economiche per l’indennizzo ai danneggiati.

Chiediamo di non speculare sulla salute e sulla paura.

Nel video...




Vediamo chi ci guadagna con la vendita dei vaccini...



La licenza di produzione del TAMIFLU è detenuta dalla Gilead Research, di cui Donald Rumsfeld è stato presidente dal 1997 fino al suo insediamento nell'Amministrazione Bush nel 2001.

Rumsfed detiene tuttora azioni della Gilead per un importo valutato tra 5 e 25 MILIONI di dollari.

Non si sa quante azioni detenga effettivamente, ma in soli sei mesi della campagna terroristica dei mezzi di informazione sulla cosiddetta emergenza AVIARIA le vendite del Tamiflu sono schizzate facendo guadagnare a Rumsefeld un ulteriore MILIONE di dollari.



:si si:



Articolo Originale del
Dott. Eugenio Serravalle,
Specialista in Pediatria Preventiva,
Puericultura-Patologia Neonatale

 
P_MSG P_EMAIL Top
0 replies since 25/9/2009, 18:02
 
Reply

load
Fast reply

 
 
 

Enable emoticons
Clickable Smilies
Show All


Nickname:      Email:



 

 
 




Auguri di Buone Feste
Auguri Tanti auguri calorosi agli amici e alle amiche delle Muse e che questo Natale possa essere una festa un pò speciale!