La Francia ha onorato la cultura numerica ed elettronica europea con un'eccezionale esposizione d'arte visiva sotto la cupola del Grand Palais.

Una vista d'insieme di un lato dell'esposizione
“Dans la nuit, des images” (Immagini nella notte) presentata in chiusura del semestre francese di presidenza del consiglio UE, offre uno sguardo inedito sulla creazione artistica contemporanea.

Sullo sfondo una delle immagini del video/performance del compositore Jeff Mills
durante il suo Live al Grand Palais
Time Square è in centro a Parigi. Rinchiuso sotto la cupola del Grand Palais. Le luci di Broadway del bad boy della fotografia contemporanea e del cinema William Klein lampeggiano nel suo video del 1956 proiettato in formato gigante. Il viaggio nella notte newyorkese è rinchiuso in "Broadway by Light", una delle 140 opere esposte in "Dans la nuit, des images" (Immagini nella notte), esposizione di arte visiva associata alle nuove tecnologie, musica elettronica e creazione numerica.

Il bad boy della fotografia e del cinema William Klein
propone in ''Broadway by Light'' opera del 1956.

Opera commissionata dalla
Maison Européenne de la Photographie

Un viaggio nella notte newyorkese fra le insegne luminose, le ''réclames'',
i manifesti cinematografici, il cinema degli anni pop

Un avvenimento speciale per la Francia, che mai nella sua storia aveva concesso all'arte visiva una visibilità così vasta in un luogo così prestigioso e un tale riconoscimento.

Il pubblico balla sulla musica di Jeff Mills sotto la cupola del Grand Palais
Presentata in chiusura del semestre francese di presidenza del consiglio dell'Unione Europea e del semestre culturale europeo, a due passi dalla statua del Général De Gaulle sui Campi Elisi, l'esposizione è annunciata dalle parole della "Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea" proiettate con una dinamica ininterrotta sulla facciata del Grand Palais.

Proiettate sulla facciata del Grand Palais,
le parole della Carte dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea
circolano con una dinamica ininterrotta fornendo
una nuova lettura delle linee del palazzo
Il "Manifesto" 2008 dell'anglo-finlandese Charles Sandison propone una nuova lettura delle linee del palazzo e delle frasi di questa dichiarazione che "si logora solo se non viene usata".

Appena varcata la soglia, i corpi crollano attratti da un'irresistibile forza. Appena umane, piuttosto umanoidi, le creature non oppongono alcuna resistenza. È la grande opera estatica e vertiginosa dell'austriaco Kurt Hentschlager, "Karma/Cell".

Su un immenso schermo verticale i corpi cadono aspirati verso il basso da un'irresistibile forza.
Appena umane, piuttosto umanoidi, le creature non oppongono alcuna resistenza.

L'austriaco Kurt Hentschlager, propone all'ingresso dell'esposizione ''Karma/Cell'', 2006,
un'opera estatica e vertiginosa
Le Fresnoy, la migliore scuola d'arte contemporanea francese, che ha sede a Tourcoing vicino a Lille, ed è diretta da Alain Fleischer, direttore artistico dell'esposizione, presenta documenti e lavori in uno stand.
Gli schermi si sovrappongono uno all'altro con logica urbanistica.

Una ricostruzione virtuale del Grand Palais realizzata nel momento della ristrutturazione e visibile sul sito www.grandpalais.fr
Gli artisti protesteranno per l'assenza di leggibilità del nome delle opere o per il "rumore" di disturbo che arriva da altri film ma il risultato è spettacolare.

L'esterno del Grand Palais nella ricostruzione virtuale visibile nell'expo
Le opere d'arte prendono qui il sopravvento. Sui visitatori, sugli organizzatori, sui creatori. Coerenze e discordanze appaiono con evidenza. Durante l'inaugurazione, un avvenimento sorprende. Una sorta di sirena, mescolata ai suoni delle diverse opere e alle parole degli intervenienti ufficiali. La ribellione delle macchine.

La presenza della musica elettronica e dell'arte visiva al Grand Palais in chiusura del semestre francese di presidenza del consiglio dell'Unione Europea e del semestre culturale europeo è riconoscimento ufficiale alle culture contemporanee
La poetica incalcolabile. In un'immagine, sulla sinistra, "The Straigth Edge" del francese François Giraud, mostra la "transe" collettiva di un gruppo di giovani hard-rockers.

Gli schermi si sovrappongono uno all'altro con logica quasi urbanistica.
In quest'immagine, sulla destra ''The Straigth Edge'', 2005,
film di 13 minuti del francese François Giraud,
mostra la ''transe'' collettiva di questo gruppo di giovani hard-rockers
Di fronte Michel Piccoli interpreta il comunista Kroutchev in un ipotetico incontro con il Pontefice, in bianco e nero con pannelli di testo come nei vecchi film muti.

Il comunista Kroutchev, Michel Piccoli, incontra il Papa
in questo episodio del film collettivo ''A ciascuno il suo cinema''
realizzato per il Festival di Cannes, da 32 cineasti internazionali
sul tema della sala cinematografica, luogo di comunione fra i cinefili
di tutto il mondo. Il cortometraggio (3'14) del portoghese
Manoel De Oliveira si chiama ''La rencontre unique''
(L'incontro unico), 2008.
Episodio del film collettivo "A ciascuno il suo cinema" realizzato per il Festival di Cannes da 32 cineasti internazionali sul tema della sala cinematografica vista come luogo di comunione fra i cinefili di tutto il mondo. Realizzato quest'anno dal registra portoghese centenario Manoel De Oliveira, questo cortometraggio propone un "Incontro unico" in cui il punto di unione fra il prelato benedicente e il leader sovietico dal pugno chiuso è il ventre preminente.

Il rivoluzionario senza speranza ungherese Istvan Kantor, in 10 minuti tenta una illustrazione visiva della sua "teoria accumulazionista" nel suo "Accumulation", video che reinterpreta immagini esistenti in una retorica sconcertante: "L'accumulazione fa tremare la terra e riduce la differenza fra l'arte e la vita, fra il lavoro e il divertimento" dichiara Kantor.

''Accumulation'', 10', 2001, è la traduzione in immagini della ''teoria accumulazionista'' dell'artista ungherese,
rivoluzionario e senza speranza, Istvan Kantor.

Reinterpretando immagini esistenti le usa come illustrazione
di una retorica volutamente sconcertante

Mentre il maestro del suono elettronico Jeff Mills si installa in ginocchio nella sua postazione a sinistra dello schermo gigante dove saranno proiettate le immagini della sua performace realizzata apposta per quest'avvenimento, dall'alto dell'impalcatura che occupa il centro del Palais si possono osservare alcune opere proiettate per terra come "Pedestrian", i minuscoli pedoni ci una città vista dall'alto dagli americani Paul Kaiser e Shelley Eshkar.

Sorvolando una città, gli americani Paul Kaiser e Shelley Eshkar,
osservano i suoi minuscoli pedoni e li rinchiudono in questo film di 13'.

L'opera ''Pedestrian'', in bianco e nero, del 2002, è proiettata
sul pavimento del Grand Palais e può essere vista dall'alto.
Quando Mills, dopo oltre quattro ore di Live davanti ad un pubblico non omogeneo di giovani e meno giovani, esperti d'arte e profani, sullo schermo centrale torna l'installazione "Data.tron" del giapponese Ryoji Ikeda. Anche lui compositore di musica elettronica e videasta nell'era della rivoluzione numerica, propone in un video di mostrare il modo in cui vengono trasmesse le informazioni tramite il linguaggio numerico.

Il virtuale si materializza nell'installazione ''Data.tron'', 2007, del giapponese Ryoji Ikeda,
compositore di musica elettronica e videasta nell'era della rivoluzione numerica.
Delle cifre sono proiettate su un immenso schermo e sul pubblico, a significare
il modo in cui vengono trasmesse le informazioni a destinazione del mondo
Fra le 140 opere esposte, quelle di giovani artisti cresciuti al Fresnoy ma anche quelle di grandi videasti di fama internazionale quali Thierry Kuntzel, Bill Viola, Bob Wilson, William Klein, Michael Snow e William Kentridge. Dietro allo schermo di Mills gli sponsor dell'iniziativa, quelli ufficiali Repubblica, Ministero, Città di Lille, i Grandi Partners Orange e Total, quelli associati il gruppo Lagardère, Edf e Arianespace, fanno rispettare la separazione fra le loro ostriche e il buffet meno prestigioso e fra le loro giacche e cravatte e le tenute meno ufficiali degli artisti. Una tradizione squisitamente francese.