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AndbeatPosted: 31/10/2007, 21:11

La stretta di mano

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La stretta di mano risale agli albori della vita sociale dell'uomo e più precisamente al tempo cavernicolo. In quel tempo i nostri avi quando si incontravano con intenti amichevoli deponevano le armi a terra e mostravano a braccio teso in alto il palmo della mana in segno di disarmo e pertanto non bellicoso.



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Nel corso dei secoli questo atteggiamento si è via via modificato fino a giungere alla odierna stratta di mano, con tutti i suoi significati intrinsechi.

Ipotizziamo di aver conosciuto da poco una persona e per la prima volta ci accingiamo a stringerle la mano. In quel preciso momento stiamo per trasmettere uno dei tre messaggi racchiusi nella stretta di mano:




  1. Dominio = Questa persona sta cercando di dominarmi. Meglio essere cauti.

  2. Sottomissione = Posso dominare questa persona. Farà ciò che dirò.

  3. Uguaglianza = Mi piace questa persona. Penso che mi troverò bene insieme.



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Questi atteggiamenti psico-sociali sono trasmessi a livello inconscio ma la pratica e la conoscenza di tali effetti in relazione al tipo di "stretta", possono giocare un ruolo fondamentale nell'approccio iniziale della nostra presentazione.





1. Dominio La dominanza é trasmessa stringendo l'altra mano con il proprio palmo rivolto verso la presa (in basso) o comunque con il polso inclinato verso il basso in modo tale che il dorso della vostra mano risulti visibile ad entrambi.
Un parallelismo (forse non troppo felice) di questa tecnica lo abbiamo quando minacciamo un cane : alziamo verso l'alto il braccio, apriamo la mano, rivolgiamo il palmo verso il basso (cioè verso il cane) e intimiamo il comando.
Poniamo però dei limiti: una persona sofferente di artrosi vi stringerà sempre la mano (o meglio se la farà stringere) in maniera sottomessa, ma non per questo voi potrete ritenere di aver assunto "il controllo" di questa persona.
Gli artisti che usano le mani come strumento di professione (pittori, musicisti - ma anche chirurghi- ) potrebbero offrire le loro mani in modo sottomesso, ma unicamente per puro spirito "conservativo" e protettivo.



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2.- Sottomissione La tecnica di stretta di mano é perfettamente speculare alla prima.
Anche in questo caso i limiti accennati per la "stretta" dominante valgono con la stessa valenza.
Palmo della propria mano rivolto verso l'alto o comunque torsione del polso affinché il dorso della mano della persona che ci sta difronte sia visibile da entrambi; se il gioco lo conduciamo noi allora il messaggio trasmesso potrebbe essere <<guarda che ti sto dando fiducia, ti cedo il controllo...>>.



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3.- Uguaglianza Le due mani si incontrano perpendicolarmente e il movimento della "stretta" ha moto verticale: dalle quattro alle sei scosse di braccia.




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AndbeatPosted: 17/9/2007, 17:34

Interferenze




Alcune regole non scritte governano i nostri atteggiamenti "occidentali" in situazioni diverse, dove il contatto non richiesto con altri è obbligato; per esempio all'interno di un'ascensore o all'interno di un vagone metropolitano:



1
Non è "permesso" parlare agli altri, e non si gradisce essere coinvolti in discussioni con estranei.

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2
Bisogna evitare di fissare negli occhi, e ci infastidisce se qualcuno lo fa con noi.

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(non fissate neanche troppo l'immagine: altrimenti vedrete dei movimenti che non ci sono... ;)

3
Non sono permesse emozioni facciali: tutti quanti con espressioni da "pokeristi" che non lascino trasparire le emozioni.

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4
Se si possiede un giornale o un libro, bisogna apparire molto assorti nella lettura; quando non lo abbiamo e vediamo qualcuno che legge, si prova una profonda invidia...

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5
Negli ascensori è consuetudine alzare la testa e fissare i numeri dei piani che compaiono sul display.

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E' soltanto un esempio, ma tutti noi siamo governati da regole non scritte.

Attenzione dunque a non infrangerle in modo inopportuno, ma giochiamo di anticipo e con grande tatto. Tutto tornerà a nostro beneficio.

Si prenda in considerazione un banco in un'aula predisposta a corsi di formazione: anche qui troviamo regole non scritte che toccano persino le zone di interferenza del singolo soggetto.



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Il banco (scrivania, tavolo, ecc.) è diviso in modo logico in due parti:

- la prima è la zona dove siede il soggetto e appoggia le braccia e i propri oggetti (quaderni, penne, libri, tastiera pc, mouse, ecc) e rappresenta la "proprietà", l'intimo (siamo dentro un raggio di azione che oscilla tra i 15/45 cm).

- la seconda è il bordo che delimita l'azione del docente oltre il quale non dovrebbe andare....



Il discente non ama (ma subisce) l'invasione territoriale del docente che tocca, usa, scarabocchia, cancella, sposta (certamente mosso da buoni fini - è li per far comprendere in fondo-) ma ignora la zona intima, la esclude, l'annienta, e la sua azione nata da buoni propositi, sortisce l'effetto contrario.



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Il discente (offeso, violentato, smarrito) non ha avuto il tempo di reagire e non accettando l'intervento del docente, non stimola l'apprendimento e vanifica l'azione formativa appena conclusa.



AndbeatPosted: 5/8/2007, 21:56

La Sfera d'azione

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Tutti noi possediamo un raggio di azione
più o meno ampio nello spazio circostante a noi,
nel quale ci muoviamo e ci sentiamo a nostro agio,
e non permettiamo a nessuno,
salvo esplicito consenso,
di interferire con questa nostra "sfera d'aria" che ci circonda.

In verità esistono quattro tipi di "sfere" o meglio zone:

1. Zona Intima (da 15 a 45 centimetri)

2. Zona Personale (da 45 cm a 1,22 metri)

3. Zona Sociale (da 1,22 a 3,6 metri)

4. Zona Pubblica (oltre i 3,6 metri)

NOTA: queste misure sono del tutto indicative.
Le variabili in gioco sono molteplici,
basti pensare all'ambiente culturale e tradizionale
dove il soggetto nasce e cresce,
oppure alla classe sociale appartenente.

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Le misure riportate sono relative
a un campione di uomini adulti
appartenenti alla middle class americana e australiana
nella seconda metà degli anni '70.

Per gli europei la zona intima si riduce
da 20 a 30 centimetri
e per gli asiatici è ancora notevolmente ridotta.

1. Zona Intima

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Di tutte le zone esistenti questa è decisamente
la più importante per l'individuo,
quasi se fosse di sua proprietà.

Solo chi è affettivamente vicino al soggetto
(moglie, marito, bambini, genitori, amanti,ecc)
può avvicinarsi ed entrare nella zona.
A partire dal proprio corpo
e fino a circa 15 centimetri
esiste una sub-sfera
profondamente intima,
solitamente investita
durante i contatti fisici di varia natura.

2. Zona Personale

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In questa distanza ci giochiamo i rapporti
con gli altri durante feste,
ricevimenti, funzioni sociali,
concerti e rapporti usuali d'amicizia.


3. Zona Sociale

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Questa zona è solitamente deputata
alle comunicazioni (se ce ne sono) con estranei,
con l'idraulico che ci sta riparando il lavandino in casa,
il postino, con i normali colleghi di lavoro
e comunque con tutta quella gente
che non conosciamo bene.

4. Zona Pubblica

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Questa rappresenta la classica sfera
nella quale ci muoviamo a nostro agio
quando siamo per strada,
quando passeggiamo tranquilli,
insomma quando siamo calati nel mondo esterno.

Un esempio per tutti:
siete all'interno di un vagone della metropolitana,
l'aria è fastidiosamente calda e umida,
siete stanchi e vi fanno male i piedi.

La zona interessata è ovviamente quella pubblica ma,
si aprono le porte e un'orda di persone
riempe la vostra carrozza
avventandosi alla ricerca di quei pochi posti disponibili.

Voi vi alzate per lasciar posto alla solita vecchietta di turno
ed improvvisamente vi trovate stretti, spintonati,
schiacciati da altri corpi...fastidioso vero?

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Infatti esiste una incongruenza di fondo (ma oggettiva) che
il vostro cervello rifiuta di accettare:
dovreste beneficiare della zona pubblica
ma un sacco di gente invade la vostra zona intima,
passando attraverso quella sociale e personale!

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.........................................................Marco A. Rovatti